Vita da blog
Pubblicato da fabrizio centofanti su Ottobre 4, 2007
Credo che uno frequenti i blog letterari con i quali riesce ad entrare in empatia e dei quali condivide (in una certa misura) scelte e approcci.
Io non ho un blog ma curo Faranews – una webzine letteraria a cadenza mensile che dà spazio a poeti più o meno emergenti e a recensioni di libri di poesia. I blog che frequento maggiormente hanno caratteristiche in cui mi ritrovo e in genere rifuggono da sfoghi ombelicali e da polemiche frustranti (sia per chi le impone che per chi le subisce): Universopoesia di Matteo Fantuzzi, La poesia e lo spirito di Fabrizio Centofanti, La costruzione del verso di Gianfranco Fabbri, Liberinversi di Massimo Orgiazzi, Microcritica di Massimo Sannelli, quelli di Chiara De Luca, Stefano Guiglielmin, Christian Sinicco, Davide Nota, Tellusfolio, Nabanassar, Absolute Poetry e diversi altri in maniera più saltuaria. Il dibattito in rete deve essere libero, aperto all’ascolto e improntato al rispetto reciproco: si possono esprimere idee e sensibilità diverse senza toni aggressivi o autocommiserativi, senza voler costringere l’altro a convergere sulle proprie posizioni ma facendo passi per condividere la propria parcella di verità. Se questo non accade (e a volte non accade) ci troviamo più in una sorta di confessionale da reality o di area di sfogo che spesso ha poco a che fare con la letteratura e più magari con la psicologia o le ferite del proprio vissuto esibite a fini purgativi. I siti che ho citato hanno dei curatori che tentano (magari a tratti con qualche caduta, ma la “libertà” della rete porta a volta a questi cedimenti) di mantenere alto il tono dei commenti, di indirizzarne la verve in senso costruttivo, di creare un terreno di dialogo e non di polemica tout court: questo atteggiamento credo sia un must perché il confronto letterario sia stimolante e non autoreferenziale o, peggio, trash. Che poi ci siano in qualche modo circoli e gruppi di interesse credo sia un fatto inevitabile: la rete non fa che riflettere situazioni “ex realitate”, ma trovo importante che queste aggregazioni possano comunque dialogare in maniera civile e a questo la rete dà un supporto pressoché inesauribile: riviste on-line come Bombacarta, Fili d’aquilone, Fucine Mute, Progetto Babele, Fuoricasa Poesia, L’Attenzione (di cui sono un fondatore) e altre in cui navigo con meno frequenza e che ancora non ho avuto il piacere di conoscere, svolgono spesso un ruolo insostituibile per alimentare il dibattito sulla scrittura poetica di oggi, selezionare autori interessanti (fra i giovani mi vengono in mente Simone Lago, Annalisa Teodorani, Luca Ariano, Francesca Serragnoli, Daniele De Angelis, Salvatore Della Capa, Giuseppe Cornacchia, Alessandro Ansuini, Andrea Ponso, Massimo Gezzi, Luigi Nacci, Kristian Fabbri, Adriano Padua, Cristina Babino, ecc.), proporre inediti e saggi di personalità sia affermate che in emersione: se non ci si monta addosso, se si accettano le critiche motivate, se si riesce a individuare una rotta “buona” (evitando iceberg inutili se non addirittura perniciosi)… credo che mai in passato come da quando si è diffusa la rete la discussione “de litteratura” possa fruire di una piattaforma così ricca di materiali e opinioni con cui confrontarsi, interagire e, in definitiva, crescere.
Alessandro Ramberti